• IC8XIL…

Marzo è il mese pazzerello per eccellenza.

Imprevedibile, bizzoso, strambo.

Quest’anno, però, ha deciso di superarsi.

Un po’ in tutto il mondo, con questo maledetto Coronavirus, alias Covid-19.

E con noi Radioamatori dell’Isola d’Ischia ancor di più, come se non bastasse già il macello infinito che ci circonda, portandosi via l’amato Presidente di Sezione, Paolo IC8XIL.

Come detto altrove, Paolo è stato un uomo che si è illustrato perfettamente da solo, in vita.

Con la sua estrema bontà, con la sua spontanea generosità e con la sua inarrivabile disponibilità.

Col sorriso stampato sulle labbra e con verace simpatia, caratteristiche innate che lo contraddistinguevano e che sin da giovane gli erano valse l’apprezzamento e la fedeltà dei clienti che affollavano le varie attività gestite nel mondo del lavoro, prima di godersi la meritata pensione in compagnia dell’amata ed inseparabile Rosaria e delle sue Radio.

Eh si, perché quando raccontiamo XIL parliamo in primis di un vero Signore e poi anche di un Signor Radioamatore, di quelli con la R maiuscola e “vecchia scuola”: valente tecnico, OM preparato e, più di ogni altra cosa, ribadirlo è superfluo ma voluto, persona distinta ed onesta.

Un Uomo con dei valori antichi, profondi, nobili.

Chiedo anticipatamente venia se in questo breve e spero intenso ricordo scadrò spesso nel personale fino a sfiorare il patetico, Paolo stesso mi bacchetterebbe per questo: chi mi conosce bene, inoltre, sa quanto pensi e agisca perennemente a nome e per il fine unico della Sezione.

E quanto sia legato affettivamente ad essa ed a tutti i membri che ne fanno parte, indistintamente tutti, a prescindere dalle compatibilità soggettive in gioco che possono variare, certo, ma che non affliggono minimamente l’obiettivo finale.

E vale allo stesso modo per chi non è ufficialmente dei nostri ma in qualche maniera compartecipa, in quanto io stesso sono alquanto pervaso della medesima visione del mio Presidente e cioè che al di là delle cariche e delle iscrizioni, chiunque ami le Radio è e sarà uno di noi.

Ieri, oggi, domani.

Ognuno di noi ha però anche un suo proprio vissuto ed il mio negli anni recenti, tosti, molto tosti, si è intrecciato parecchio con quello di Paolo e di Salvatore.

Perché a questo punto è doveroso tirare in ballo l’amico di una vita per XIL, mister IC8SQS, che con il boss ha condiviso un lunghissimo percorso di quotidianità e di Radio.

Due caratteri opposti e contrapposti, un’amicizia duratura, un legame profondo.

Dopo aver conosciuto Sal in Islanda nei miei peregrinaggi nordici, al ritorno sull’adorato scoglio ischitano me li son ritrovati entrambi accanto ed insieme, un binomio indissolubile: sul tetto di casa, su quello loro, su quelli altrui, nelle cene, nei bar, nelle stazioni ferroviarie/radioamatoriali ed in particolar modo in quella di Paolo, sede della nostra Sezione ARI e ritrovo domenicale di Soci e simpatizzanti.

Vederli saltellare con cotanta maestria e geometrica precisione su pali e tralicci, alla soglia delle 80 primavere, è stato un piacere per gli occhi e per il cuore di tutti noi.

80 primavere, Signori.

Non me ne vogliano gli altri Soci, tanto non confesso segreti indicibili se dichiaro pubblicamente che per loro due stravedo, pur non ammettendolo manco sotto tortura ai diretti interessati.

Ad onor del vero oggi mi tocca farlo e mi sarei risparmiato volentieri l’ammissione, a patto di avere ancora Paolo con noi.

Guardarlo in un letto d’ospedale con Salvatore accanto senza però antenne o radio nei dintorni mi ha fatto l’effetto di una mazzata secca tra capo e collo, seppur il sottoscritto abbia superato l’adolescenza da ormai un bel po’ di tempo e dovrebbe essere abituato all’idea che certe sofferenze fanno parte della vita, volente o nolente.

Carattere ed indole mi portano a non decantare oltre misura gli accadimenti che mi circondano, ma oggi un’altra eccezione è meritata nel ricordo di chi ha contribuito in maniera fondamentale alla nascita della Sezione ARI di Ischia, ne è stato imprescindibile colonna e ha cooperato e concorso in prima persona affinché l’attività Radioamatoriale sull’isola si sviluppasse e potesse diventare una cosa seria, importante, significativa.

Il nucleo storico dell’ARI Ischia ha posto le basi, oltre che su Radioamatori di indubbia valenza, indiscutibile preparazione tecnica e comprovata competenza, su un gruppo di Amici e di Uomini di valore.

Averli incontrati sul cammino è stato un apprezzato dono del Fato e, posso garantire, in questo caso parlo a nome di tutta la Sezione.

Non di rado leggo ed ascolto in giro lamentele sul modus operandi delle Associazioni Radioamatoriali, su allucinanti problematiche nei rapporti interni, su difficoltà nel remare in una direzione comune, litigi furiosi e via discorrendo: ad Ischia, e lo affermo con sincera fierezza ed autentico vanto, l’eccezione conferma la regola.

Non che manchino i confronti e i caratteri forti, tutt’altro.

Il fine è però sempre uno ed uno solo, il bene dell’ARI Ischia e la tutela degli appassionati locali, e lo si raggiunge insieme, sforzandosi insieme, lottando insieme, impegnandosi insieme.

Ed allorquando un Socio o un collega/amico necessiti di qualcosa -fosse un consiglio sul settaggio del modo digitale preferito o una mano per montare la nuova antenna o un suggerimento per risolvere un fastidio al pc venutosi a creare dopo l’ultimo aggiornamento del sistema operativo o un pronto intervento teso ad aggiustare la porta difettosa della cucina- ecco che tutti gli altri, ognuno in base alle proprie possibilità e disponibilità, son pronti ad offrire il contributo necessario alla causa.

Questo anche grazie alla sapiente guida e regia di XIL, Presidente saggio, pioniere nella sua missione, elegante nei modi, inappuntabile nell’approccio, capace di contare fino a dieci prima di esprimersi su una controversia ma, se inevitabile, anche di intervenire adeguatamente per risolverla.

Quando viene a mancare una persona, beh, si dice che tutto diventi subitaneamente perfetto e che il ricordo acquisisca una forma talvolta esageratamente adulatoria.

In parte è vero e per non far torto al nostro Paolo, si potrebbe tentare di individuare qualche suo difettuccio: il problema, nel caso in oggetto, è che pure i difetti potrebbero tramutarsi in pregi.

Ad esempio: l’eccessiva meticolosità.

Tanto per dire, pur di andare in aria, io sarei capace di attrezzare ed innalzare un traliccio col nastro isolante ed il ferro filato.

Ad minchiam, insomma.

Nelle medesime condizioni, Paolo avrebbe potuto uccidere: Lui pretendeva che ogni cosa fosse adeguata al progetto, che ogni dettaglio corrispondesse alla perfezione allo scopo prestabilito, che tutto risultasse funzionale e duraturo.

Altrimenti, meglio soprassedere.

Salvatore risolveva la controversia e sistemava la pratica mediando tra il sottoscritto, che prima di conoscere loro confondeva una tenaglia con una schiaccianoci, e Paolo, che prima di usare una pinza la sottoponeva al controllo geotermico della NASA.

Meticolosissimo, al limite della nevrosi e della segnalazione alle autorità competenti, eppur con ragione, perché “le cose o si fanno bene e che durano, oppure meglio lasciar perdere” (cit).

Un passionale, quantunque all’apparenza distinto e pacato.

Il fuoco che cova sotto la cenere.

Non di rado maniacale, a volergli scovare col lanternino un’altra piccola imperfezione: potevi regolare una intera esistenza sull’orario ufficiale -spaccato al secondo, altro che Dimension 4 ed FT8- del suo irrinunciabile riposino pomeridiano.

Un difettuccio che, prestando attenzione, rischia ancora una volta di essere un vanto.

Un uomo al quale la vita ha regalato molti momenti felici ed una splendida famiglia allargata, unita ed affezionata, con un figlio ed un nipote che continueranno a rappresentare la Tradizione familiare nel mondo Radioamatoriale.

E poi Rosaria, l’amata compagna senza il quale non muoveva un passo che fosse uno, una simbiosi perfetta che vedeva l’unico spazio di libertà reciproca allorché Lei si godeva qualche momento di rilassante tv serale sul divano di casa e Lui si dedicava alle Radio.

Non vi era giorno che il Presidente non accendesse le sue Radio: pure se in sottofondo durante qualche lettura, oppure mentre smontava attrezzature da controllare o scaldava il saldatore in attesa di un intervento sul paziente malato.

Si, anche tecnico di valore e, manco a dirlo, accuratissimo e metodico sistematore di attrezzatura varia, a 360 gradi.

A riguardo, negli anni si è meritato diversi soprannomi, alcuni inerenti pure la sua nota abilità negli scherzi, oltre che la conclamata bravura nel campo radioamatoriale e meccanico.

Sui soprannomi e sugli aneddoti di varia natura lascerò che siano gli amici di una vita a raccontarne gesta e ricordi quando se la sentiranno, come giusto che sia.

Sugli scherzi posso confermare che sapeva bene il fatto suo, hai voglia se lo sapeva, essendo dotato di un sarcasmo apparentemente insospettabile e di una autoironia tipica degli uomini umili e, al tempo stesso, pungenti.

Invero, dietro la maschera seria del Presidente e quella scherzosa dell’Amico, vi erano pure un cuore ed un’anima pulsanti che, oltre ai succitati momenti felici, hanno dovuto affrontare la più insormontabile delle sofferenze, la perdita di un figlio-Luca- in tenera età.

Devastante per chiunque, ancor di più per Paolo, animo sensibile ed attaccatissimo alla famiglia: per fortuna e per merito il nostro Rosario, l’altro beneamato figlio Antonello e gli eredi di Rosaria, acquisiti e benvoluti come fossero suoi, gli hanno donato la forza per andare avanti, non dimenticando mai l’accaduto -e come si potrebbe…- ma al contempo riversando tutto l’amore del mondo sugli affetti presenti e nel ricordo di chi, purtroppo, non è più tra noi.

Abbiamo affrontato l’argomento un paio di volte, con garbo e delicatezza: e gli occhi di Paolo raccontavano una emozione che non potrei e non saprei descrivere manco se fossi la reincarnazione di Dostoevskij.

Perché col Presidente e con gli altri non si parlava solo di Radio, eh.

Bellissimo ricordare i tanti pomeriggi passati insieme all’insegna della semplicità e del piacere della compagnia, parecchie volte in solitaria attesa della pronta discesa di SQS da quel di Campagnano: ore spensierate, serene, divertenti.

Abitudini che diventano vere e proprie consuetudini e, col passare degli anni, anche altro.

Indimenticabili come le uscite dall’isolotto, i viaggi alla Fiera Tedesca, o in quella di Pompei che fu, o le riunioni per il CRC.

Nella XIL station il fruscio delle Radio in sottofondo scandiva i tempi della sosta, il saldatore pronto a fare il suo sul tavolo lasciava intendere che a breve -e prima di iniziare le danze- sarebbe arrivato il caffè, il pc acceso rappresentava il desiderio del proprietario affinché il sottoscritto risolvesse qualche problematica informatica che, matematicamente, lo affliggeva di tanto in tanto.

Paolo ed il computer: come farsi un nemico in casa.

Lo odiava, letteralmente, come odiava qualsiasi cosa che sfuggisse al suo controllo diretto e che non potesse essere sistemata definitivamente, una volta e per l’eternità, senza altri intoppi e senza stress inopportuni.

Eppure, unicamente in funzione della fervida passione Radiantistica, si confrontava con esso, provava a dominarlo, andava oltre la tentazione di lanciarlo dalla finestra e si cimentava nelle più ardue tecniche di trasmissione informatizzata, pur di fare Radio a tutto tondo.

Un lottatore, testardo e caparbio fino allo sfinimento.

Un testone, difetti e pregi che si attorcigliano e sovrappongono, ancora una volta.

Ed eccolo lì a testare sistemi di dubbio guadagno, anche qui andando contro i suoi principi basilari, pur di tentare di “lavorare” i 160 e raggiungere i 100 paesi in banda e poi oltre, perché l’Amore per la Radio e quello per il DX lo portavano a travalicare i suoi pregiudizi più radicati.

Più della Radio amava solamente Rosaria e la famiglia.

Senza dimenticare la buona tavola e l’aggregazione, accidenti.

Messo in condizione dinanzi a portate gustose e preparate come si deve, poteva giocarsela con chiunque nel restituire il piatto come fosse appena uscito di fabbrica.

E quando eravamo in tanti alla classica riunione della Domenica o alle Assemblee di Sezione era felice come una Pasqua.

Amici Soci, sappiatelo: in sua memoria ed onore, quando ci riorganizzeremo per stare insieme, verrò a prenderVi uno ad uno, fosse pure per le orecchie.

Patti chiari, amicizia lunga.

Lo dobbiamo a Lui, oltre che a noi stessi.

Spirito di gruppo e Radio.

Oggi è riuscito in una ulteriore impresa, l’ennesima: mi ha letteralmente fatto esplodere il telefono.

Ho amici a tonnellate, parecchi contatti di lavoro ed un successo smodato con le donne, è cosa risaputa: eppure mai, dicasi mai, ho ricevuto un così alto numero di chiamate e di messaggi come nelle ultime ore, dopo aver pubblicato la ferale notizia.

Una inarrestabile e vivida marea di affetto, stima, amicizia.

Tutta per Lui.

E al contrario del solito, che sarebbe anche umanamente comprensibile, 0 formalità: ognuno, a proprio modo, mi ha trasmesso una fortissima sensazione di spontaneità, immediatezza, istintività.

Paolo, Ti abbiamo voluto e Ti vogliamo un gran bene, per davvero.

Tanto.

Tutti.

E te lo sei meritato, fino all’ultima goccia.

Ci mancherai, terribilmente.

O forse un pizzico meno, perché in fondo ogni volta che accenderemo una Radio, collegheremo un DX, sviteremo un bullone o ci ritroveremo in Sezione, Tu sarai lì con noi.

E con Rosario e Paoletto, naturalmente: presente e futuro sono assicurati e connessi indissolubilmente a Te.

Vero è che l’accordo era di guidare la Sezione per almeno un’altra decina di anni, ricordi?

Datosi che hai comprensibilmente optato per il riposo del guerriero piuttosto che stare lontano dagli affetti e dalle radio, beh, cerca almeno di darci una mano in qualche altra modalità, a Tua scelta e gusto, e di preservare quel fetentone del Tuo compare, mi raccomando.

Ovunque Tu sia, Presidente ed Amico, Riposa in Pace.

E grazie per tutto, di cuore, da tutti noi.

Tutti, tutti, tutti.

La Tua Sezione.

2 Replies to “Paolo, il Presidente”

  1. Bravo ! Hai commemorato e descritto mio cognato nel modo migliore, con l’amicizia e l’affetto che “trasuda” da tutte le tue parole. Grazie.

    1. Tutto merito di Paolo, caro Domenico.
      Tutto merito suo.
      Ha seminato affetto sincero e ne ha raccolto davvero tanto, più che meritato.
      E ancora ne raccoglierà, nel tempo e nel ricordo.
      Grazie del commento, ciao!
      🙂

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